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6月7日 ProcessiNel processo contro di me, perdo, in ogni caso.
Mi fa causa la mano destra, scrivo poco, vuole lavorare di più.
Si lamenta, dice che aspetta da troppo tempo, che quello che scrive non è ciò che vorrebbe. Mi fa causa l'orgoglio, vuole avere più peso nelle mie scelte.
E' stanco di fare da capro espiatorio, dice che anche la dignità è pronta a testimoniare a suo favore. Mi fa causa il cervello, troppi pensieri intasano il canale delle "cose da fare".
Si rimane sempre allo stesso punto, sembra di stare su una sedia a dondolo, sbuffa. Mi fa causa il "Centro emozioni da elaborare".
C'è una matassa che non si sbroglia, abbiamo bisogno di più volontà, è necessario che qualcuno si attivi, protesta. Mi fanno causa le orecchie.
Siamo costrette ad ascoltare parole illogiche che un tempo potevamo ignorare, scuse mal costruite e discorsi vuoti. E' necessario eliminare qualche inutile interlocutore, suggeriscono. Io resto dietro il banco degli imputati ad annuire. Aspetto. Sono il peggior giudice di me stessa. 6月3日 All'improvviso.La vita ricomincia all'improvviso.
Nessun preavviso, nessun segnale, nessun messaggio subliminale.
Niente di niente. Un giorno non ci sei, vaghi a caso tra le glasse colorate dell'esistenza di chi ti circonda, scivoli tra ritmi scanditi da orologi altrui, respiri automaticamente aria nei polmoni, e un giorno, il giorno dopo il niente, la vita ricomincia.
Non sei pronto, non te l'aspettavi. Ormai ti eri abituato a quell'ignavia che ti portavi dietro da giorni, mesi, o forse anni. Non sai come comportarti con questo nuovo inizio. Ti spaventa un po', a dirla tutta.
Guardi le ferite che porti addosso e ti chiedi quando si siano cicatrizzate, perchè no, non lo ricordi proprio. Eppure è successo, proprio mentre eri impegnato a trascinare il peso del tuo corpo nei giorni rigurgitati dal Giorno, da quella data che non saresti capace di dimenticare nemmeno causa amnesia.
Perchè tutti hanno Il Giorno. Il Giorno prima del quale. Il Giorno dopo il quale.
Solo che a qualcuno la vita è già ricominciata, all'improvviso. Altri sono in attesa, inconsapevole attesa del ri-inizio. Nei frattempi (tanti), io resto paziente. 5月18日 Non avevo capito nienteMi domando perchè le decisioni si debbano sempre prendere su due piedi. La risposta è semplice: perchè è così che si decide. Chi si concede del tempo per decidere sta solo rinviando il momento della decisione, venuto il quale deciderà comunque su due piedi.
D. De Silva 5月7日 Nell'intimità"Ho cercato di convincermi che lasciare delle persone non è la cosa peggiore che puoi fare loro. Può risultare triste, ma non deve obbligatoriamente essere una tragedia. Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo."
Hanif Kureishi 5月3日 RilettureMai, e dico MAI, avere a che fare con un idiota. Peggio se codardo. Idiota e codardo. Questo raccapricciante mix è da tenere a debita distanza. Perchè un idiota codardo è imprevedibile. E contraddittorio. E più veloce di te nella fuga. Un idiota codardo fa ragionamenti assolutamente insensati lasciando un te interrogativo ad aspettare che ammetta di star scherzando. Ma no, che non sta scherzando. E' serissimo. E ha ragione. Punto. Un idiota codardo scivola sui tuoi ragionamenti con una naturalezza spiazzante. E se cerchi di avere ragione, utilizzando un impeccabile metodo scientifico, prima smette di parlare dicendoti che con te non si può ragionare e poi va via. Da evitare, decisamente. 3月11日 La CrisiReduce da tre giorni di influenza devastante, sono ormai certa di ciò che sospettavo. I miei Globuli Bianchi sono in cassa integrazione. Molecole di polivinlpirrolidone e propile gallato rilasciate dai litri di Biochetasi che ho ingerito, hanno protestato contro i Neuroni che gestiscono la Crisi del Sistema immunitario improvvisando un sit-in nella corteccia cerebrale. Dal Cervelletto arrivano smentite: "Non c'è alcuna crisi. Chiedetelo all'intestino che non ha mai lavorato tanto". Nonostante l'atteggiamento positivo dei Vertici, lo sconforto dilaga: Capello Matricola 12627: "Così non si può andare avanti, io ho famiglia. Cercherò fortuna altrove." Capello Mat. 22552: "Si, noi abbandoniamo il campo." Intanto il Virus continua la sua opera di demolizione gastro-esofagea. Eh sì, c'è crisi. 3月3日 Troppo amoreEra troppo amore, troppo grande, e complicato, e confuso, e rischioso, e fecondo, e doloroso. Era diventato troppo doloroso.
Almudena Grandes 3月2日 Questa nota è a pagamento, ma se leggi subito super-risparmi!Sonno indescrivibile dopo nottata poco (per niente) riposante. Striscio silenziosamente tra la frenesia del Lunedì mattina scansando fretta, urgenze, scadenze, prestoprestopresto che è tardi. Fluttuo in studio, calduccio accogliente, scarpe infangate dall'onda anomala sollevata sulla Nomentana dal genio di turno. Rito mattutino che si ripete. Caffè macchiato, cornetto caldo e apertura mail. 5 messaggi. Il brivido da "chissà chi mi ha scritto" dura solo pochi secondi. Perdipeso mi informa che la cellulite si nasconde ovunque. Mi guardo intorno turbata. Potrebbe essere dietro la tenda, pronta ad assalirmi da un momento all'altro. Ce li vedo io i cuscinetti di grasso che fanno combutta "Shhh, silenzio, prendiamola quando è di spalle!Tu, sulla coscia sinistra e tu su quella destra!" Per fortuna la mail successiva mi rassicura. Una agenzia di viaggi con una frase piena di punti esclamativi mi dà la lieta novella: se prenoto subito, super-risparmio. Chi non vuole superisparmiare? Grandioso. Marocco, Egitto, già mi vedo in costume e occhiali da sole lontana dalle plumbee giornate romane quando un asterisco mi rimanda alla fine della pagina. "Risparmi fino a 50 euro"(seguono quattro punti esclamativi) Evviva il super-risparmio. Cestino. Altra mail. "Ottimisti si nasce!" Segue l'elenco di 12 malattie rare. Trattasi della newsletter di una rivista medica (alla quale non ricordo di essermi iscritta) che l'ottimismo me lo ha appena fatto passare. Conclude con "Sesso: la musica influenza le attitudini dei giovani". Se lo avessi scoperto da ragazzina avrei oculatamente evitato Baglioni. La quarta mail esordisce con "Problemi di erezione?". Ancora no. Cestino. Quinta ed ultima mail. "Complimenti Lucia!!Hai vinto 500 biglietti da visita gratis!!" (Fantastica la precisazione. Avrei potuto vincerli anche a pagamento, che credete.) Adesso ho 500 biglietti da visita e nemmeno un amico che mi scrive una mail. Nei prossimi giorni aspettatevi un regalino, gratis 2月23日 Il mio EvaristoDissertazioni serali a gogò. Mi stupisco di cosa possono essere capaci di realizzare tre cervelli femminili che lavorano contemporaneamente. Di seguito le conclusioni a cui stasera sono arrivata (special guest Marzia Capomagi and Gabriella Dibattista) 1-Il mio uomo ideale è più vecchio di me (avviato inesorabilmente verso il vicolo cieco dell’anzianità), ha gli occhi chiari ed è tendenzialmente pelato. 2-Il mio uomo ideale è intelligente, poliedrico, sarcastico, buono ma segretamente egoista. 3-Il mio uomo ideale ha NECESSARIAMENTE gli occhi chiari. 4-Il mio uomo ideale ha anche un po’ di pancia, non va in palestra, non legge Men’s healt, non si depila e non trascorre ore e ore davanti allo specchio mentre io sono pronta già da ore. 5-L’intelligenza di cui al punto 2 è rigorosamente inferiore alla mia, altrimenti finisco col sentirmi inferiore e, nono, così non va. 6-Il mio uomo ideale è tormentato, ed io devo assolutamente salvargli la vita anche se lui non vuole perché no che non è tormentato, anzi è serenissimo. 7-Il mio uomo ideale non capisce. 8-L’ho già detto che il mio uomo ideale deve avere gli occhi chiari?Meglio se azzurri. 9-Il mio uomo ideale esce da una relazione complicata, o ci è ancora dentro. Il che lo rende assolutamente irraggiungibile. Il che lo rende l’uomo della mia vita. Perché è tormentato. 10-Il mio uomo ideale mi dice sempre quello che pensa e sa sempre quello che penso. Mi riempie di attenzioni, mi sorprende, non mi telefona ogni 5 minuti per chiedermi se mi manca. Per tutti questi motivi, il mio uomo ideale non esiste o, se esiste, soffre di demenza senile. 2月17日 Tutta la verità, nient'altro che...Atropo: Non credi di star esagerando un pochino? Lachesi: …e che sarà mai qualche nodino! Cloto [guarda stupita il filo tra le mani di Lachesi]: Qualche?!Era proprio necessario che bucasse la ruota della macchina sull'autostrada? Atropo:…non arrivando così in tempo alla stazione dopo quella corsa assurda che aveva fatto… Lachesi: Lo sapete che mi annoio!E poi questa volta toccava a me scegliere la vita da complicare! Cloto: vabè visto che ci siamo, a questo punto…[dà una piccola scossa al filo] Atropo: Ma dai! Anche il cellulare nel water no!Siete perfide! Lachesi[sghignazzando]: e ancora non hai visto cosa sto architettando per il giorno del suo compleanno! Atropo: Posso fare qualcosa anche io?[Rumore di forbici] Cloto - Lachesi: NO! Cloto: Non ti è bastata la doppia sforbiciata che le hai dato qualche mese fa? Atropo[mortificata]: Vabè, tutto il divertimento a voi però. Lachesi: su, vieni qui, dai uno strattone, piccolo piccolo però… Atropo dà uno strattone tutt'altro che delicato. Cloto: Uh!Che hai combinato! Ora con il pc distrutto come farà a recuperare tutti i dati?E le storie che stava scrivendo?! Silenzio. Le tre Parche si guardano per un attimo e si congedano fischiettando. 2月11日 Due di dueLo so come ti senti.
E' come stare dietro un VETRO, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finchè ho capito che l'unico modo è ROMPERLO. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti. Due di due - A. De Carlo 2月5日 C'est l'amourE' meglio essere infelicemente innamorati che essere infelicemente sposati. Alcuni fortunati riescono in tutte e due le faccende. Guy de Maupassant Interno: studio legale. Penombra. Ticchettare di dita sulla tastiera. Uno ci prova a non essere cinico e pessimista. Giuro. Nella fattispecie l'"uno" è la sottoscritta. Abito bianco, fiori d'arancio, "oh cara come sono felice per te", pacche sulla spalla, lancio del bouquet, "bacio, bacio!", baci baci, "prendi ancora qualche confetto". Ci credo eh, sia chiaro. Credo che qualcuno si sposi ancora perché "senza di te non ci sto più" (concedetemela). Qualcuno. Altri invece, si sposano. Punto. Matrimonio uguale la fine naturale di un lungo percorso assieme. I primi mesi d'amore folle e irrazionale, i primi anni di sedimentazione, i progetti che si siedono comodi tra "le cose da fare", ancora anni che calcificano il legame e poi arriva il fatidico momento del "direi che è ora di sposarci. Che ne dici?". Tic, tac. Soprattutto tic. E'così che la parola matrimonio, come una bella incudine, schiaccia dubbi, crisi, tentennamenti e sibili di disapprovazione. Che è più facile indossare un anello che trovare il coraggio di ricomiciare altrove. Decisamente. Abito bianco, fiori d'arancio, ecc. ecc. Cosa succede poi? C'è chi "una promessa è una promessa" e "finchè morte non ci separi". A prescindere da tutto. Felicità a parte. C'è chi finisce qui. Perché "non dovevo sposarlo quell'uomo, l'ho sempre saputo", "vede avvocato, già quando eravamo fidanzati…" "Non ho mai sopportato questo in lei!" "…non è che per caso posso togliergli l'affidamento di nostro figlio?" "Non era proprio un tradimento e comunque è solpa sua!" "Me la pagherà" (e su questo, nulla da obiettare. Paga in contanti o assegno?Si, sono unoduetre zero quelli che vede.). Ripeto, io ci credo, davvero. Credo che sia già abbastanza difficile vivere insieme tutta la vita quando al momento del "vi dichiaro marito e moglie" il cuore si scioglie in una pozzetta di liquidi non meglio definibili. E mi chiedo, perché renderlo addirittura improbabile? 2月2日 Che tu sia per me il coltelloC'è qui una donna che striscia per terra dopo una tragedia. Non sa nemmeno quale sia questa tragedia. In certi momenti le sembra che tutto quello che la circonda venga cancellato. Poi capisce che nulla è cambiato, solo lei non è più quella di prima. Parlando con se stessa muove appena le labbra. E' strano che tutto questo non le faccia male. Meglio così.
Ce la farà. Deve solo volerlo, con tutte le sue forze. Si muove con moderazione, come se un tappo le ostruisse l'imbocco del cuore.Yochai è a casa, improvvisamente. Deve reagire. 1月28日 Che tu sia per me il coltello"E' così facile trasmettere questa infezione. Io ne sono rimasto subito contagiato.(...)Certi sguardi, certe espressioni, certi silenzi che ti riducono in polvere e cenere.
Ci vuole davvero poco a rovinare un essere umano per sempre..."
David Grossman IdioziaDiscutere con un idiota è una perdita di tempo Ti abbasseresti al suo livello e lui vincerebbe per esperienza. 1月25日 NascondinoStasera prendo il tuo ricordo e ci gioco a nascondino.
Conto fino a dieci...
...poi vienimi a cercare.
1月23日 Il signor T(-empo)Il signor T. era uno scultore. Modellava creta, gesso, pietra e qualsiasi cosa gli capitasse tra le mani. Una volta, creò un profilo di donna servendosi di alcune foglie secche. Ed era bello quel profilo, al punto tale che il proprietario di un bar lo aveva incorniciato ed appeso alla parete più luminosa del locale. Era fiero delle sue mani il signor T. Le curava con una meticolosità quasi maniacale ritenendo che parlassero più loro in un momento che persone in vite intere. Se qualcuno per strada gli porgeva la mano in segno di saluto lui abbozzava un sorriso ed andava oltre. Le sue mani toccavano solo per creare. Qualcuno lo riteneva un fanatico, altri pensavano fosse semplicemente un matto ma nessuno aveva mai osato criticare il suo lavoro. Riusciva a zittire i chiacchieroni e a far parlare i silenziosi, ad emozionare gli insensibili ed a stupire i cinici. Quel giorno il signor T stava intagliando il tronco di un vecchio pino donandogli il volto di una bambina. D’improvviso le sue mani si fermarono. Era seduta su una panchina mangiata dagli anni. Intorno ai suoi capelli raccolti danzava un’ ape ingannata dal sole e dal vento. Leggeva un libro con la testa leggermente inclinata, le gambe accavallate sul pietrisco del viale mentre un piede danzava al suono di una musica muta. Il signor T pensò che tutto le si fosse costruito attorno per creare un’ opera perfetta, un’opera a cui le sue mani mai erano riuscite a dare vita. Da quel giorno decise che non avrebbe mai più scolpito nulla che non fosse stato ciò che aveva appena visto. Passarono giorni e poi mesi e poi anni. La gente in paese cominciò a dimenticarsi pian piano di lui. Le chiacchiere divennero mormorii e i mormorii bisbigli. Poi più nulla. Nel chiuso della sua stanza il signor T aveva smesso di dormire. Provò a ricreare quel volto con la creta ma gli sembrava troppo rozza. Provò allora con il gesso ma ritenne fosse troppo fragile. Il legno divenne spigoloso e il marmo troppo freddo. Le sue mani cominciarono ad invecchiare improvvisamente, come invecchia chi smette di parlare. Nulla sembrava avere più un senso, nulla che non fosse quella bocca o quei capelli o quella sottile vena blu disegnata sul polso. Il signor T aveva smesso di osservare, troppo concentrato com’era sul quell’unica immagine che non riusciva a modellare finché l’unico amico che gli era rimasto gli suggerì di andare a cercare la ragazza per chiederle di posare per lui. Come anni prima, lei era lì, come ad aspettarlo su quella panchina. “Sono qui – disse il signor T con un filo di voce – per chiederti di posare per me. Le mie mani hanno troppe cose da dire e senza il tuo aiuto non possono più parlare.” Lei gli sorrise, e compiaciuta da quella strana richiesta decise di seguirlo. Erano lì da due ore ormai e il signor T non aveva detto una parola. Lei lo guardava impaziente, aspettando di vedere l’opera d’arte che gli aveva ispirato. Ma continuava a tacere il signor T. I suoi occhi frugavano velocemente il corpo della ragazza, dai capelli alle gambe ai piedi alle orecchie, ma le sue mani erano ferme nel suo grembo E più la guardava, più si stupiva. Quegli occhi non erano poi così dolci, e quei capelli non avevano quel colore dorato che credeva di ricordare. Le labbra erano congelate in un sorriso sgraziato e i piedi non danzavano musiche sconosciute ma raschiavano pesantemente il pavimento. Non capiva il signor T. Nulla in quella ragazza gli ispirava un’opera d’arte. Poi d’un tratto s’alzò, uscì dalla stanza e vi rientrò con un gigantesco blocco di cera. Le sue mani accarezzarono quel materiale umido, crearono contorni morbidi con il loro calore. Ballavano e suonavano la loro musica mentre il signor T febbrilmente lavorava. Sorrideva, compiaciuto. Aveva capito. Nulla avrebbe potuto ritrarre quel momento se non la cera. La cera mutevole, la cera incostante come la passione, come la rabbia, il dolore, come la felicità, come se stesso che vedeva cose uguali divenire diverse per mano del tempo. Per anni aveva cercato di ricreare quell’immagine perfetta e per anni non riuscendovi aveva incolpato se stesso e la sua incapacità. Mentre piccoli pezzi di cera gocciolavano sul pavimento il signor T capì che ciò che era mancato fino a quel momento era finalmente tra le sue mani.
“Quell’uomo è completamente pazzo!”, mormorava la gente giù in paese osservando i residui di una scultura che pian piano si scioglieva al sole. Sei...Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia come la nuda carne delle notti d' estate sei la mia patria tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi tu, alta e vittoriosa sei la mia nostalgia di saperti inaccessibile nel momento stesso in cui ti afferro N. Hikmet 1月21日 Proprio così...Dirò il Tuo nome sedendo solitario tra l'ombra dé miei silenziosi pensieri.
Lo dirò senza parole, lo pronuncerò senza proposito. Giacchè io somiglio a bimbo che chiami la madre cento volte, felice di poter dire: "Mamma." R. Tagore |
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